Copia privata relativa alla duplicazione dei CD e DVD


Cos’è la copia privata di un CD o di un DVD? Un diritto? Un’eccezione?

Un illecito consumato quotidianamente nelle case degli italiani?

Anche se esiste una norma che ne sancisce la legittimità, la copia privata è un argomento scottante, un puzzle ancora irrisolto in cui prima o poi si imbatte chi tenta di ricostruire il panorama attuale della legge sul diritto d’autore.

Quando si inizia a parlare di copia privata di CD e DVD protetti da misure tecnologiche si solleva un inevitabile polverone, anche perché il legislatore (in primis quello europeo e di riflesso quello italiano) ha formulato in modo contraddittorio proprio quegli articoli della legge che dovrebbero invece portare chiarezza. Parlando con gli stessi produttori di CD e DVD riscontriamo la stessa confusione: sono convinti che la copia privata sia un veicolo per la pirateria, nonostante la legge chiarisca in modo inequivocabile la sua finalità, che molti vogliono rispettare.

Si sentono minacciati dalla facilità con cui è possibile creare cloni perfetti dei loro prodotti, al punto di non voler accordare diritti che, se avessero la lungimiranza di concedere, li renderebbero più “simpatici” a tutti quegli onesti consumatori che non vogliono fare i pirati, ma vogliono semplicemente tutelare il proprio investimento ed esercitare un loro diritto.

 

Sulle FAQ del sito di BMG, una delle maggiori etichette discografiche del pianeta, troviamo la seguente spiegazione:

“ Nella situazione attuale, la produzione di grandi quantità di copie illegali va contrastata con ogni mezzo. Pensate ad una bicicletta. Un piccolo lucchetto non costituirà sicuramente un problema per un ladro professionista, ma impedirà al primo che passa di farsi un giro!”

La copia privata è comoda per chi vuole ascoltare il proprio CD in autoradio senza correre il rischio di rovinare la copia originale o per chi ama alla follia un film su DVD e non vuole vederlo graffiato e inutilizzabile dopo poche visioni (purtroppo i DVD sono molto delicati, come ben sanno coloro che li noleggiano). Inoltre la copia privata è utilissima anche per chi vuole ascoltare un CD sul proprio PC quando l’originale non può essere riprodotto a causa di particolari protezioni (in questo caso illecite).

E poi per chi viaggia e ama portare con sé dei film da vedere nei momenti di tranquillità, senza il timore di perdere o rovinare DVD pieni di inserti speciali costati decine di euro.

Questo è consentito dalla legge.





copiare un film legalmente

Abbiamo iniziato questa inchiesta con la speranza di rendere chiaro e schematico cosa può e non può fare un italiano con un DVD originale protetto, un masterizzatore e un supporto vergine. La risposta è in queste pagine: molto semplice dal punto di vista tecnico, indefinita e piena di punti di domanda se si cerca di trovare una spiegazione coerente, univoca e logica dal punto di vista giuridico. Del resto non è una novità: eravamo arrivati a questa conclusione anche nell’articolo Software per copiare DVD, che vi invitiamo a rileggere, poiché è ricco d’informazioni ancora attuali che completano quanto scritto in questa pagina.


Copiare un DVD


Allora ci siamo capiti?

Ribadiamo: potete rimuovere le protezioni di un DVD che avete regolarmente acquistato per realizzare la sola vostra copia privata digitale SOLO se siete stati autorizzati a farlo dall’avente diritto, ossia dal produttore dell’opera.

Sia chiaro anche alle associazioni a tutela del diritto d’autore: questo non è un “distinguo” di comodo o un “disclaimer” dietro al quale si inneggia all’illegalità.

Esistono in commercio decine di software per la rimuovere la protezione ed eseguire la copia digitale di CD e DVD la cui legittimità è sancita esattamente da questa clausola e che, altrimenti, non avrebbero alcuna ragione (e diritto) di esistere.

Gli utenti di quei software hanno tutto il diritto di utilizzarli nell’ambito consentito dalla legge e, allo stesso modo, hanno tutto il diritto di chiedere a noi il modo migliore per utilizzarli. Come persino molti rappresentati di categoria ammettono, il produttore di un’opera può concedere la facoltà di rimuovere le protezione da lui stesso apposta e di procedere alla copia digitale. Le indicazioni che seguono, e i programmi citati, possono essere utilizzati legalmente solo ed esclusivamente in questi termini.

Chi è in malafede è avvertito. Autori compresi. Protezione su due fronti I sistemi di protezione dei dischi sono di due tipi.

Alcuni impediscono la lettura di specifici dati incisi nel disco, necessari alla riproduzione della musica su un PC; altri sfruttano le limitazioni dei masterizzatori per uso domestico, che non possono scrivere determinate sequenze di dati e replicare in modo esatto il disco originale. Nel primo scenario la protezione si neutralizza usando software specializzati che leggono i dati a basso livello bit per bit e li scrivono sul disco vergine in modo perfettamente identico all’originale.

Nel secondo caso (la protezione più comune per software e videogiochi console) bisogna servirsi di programmi che “convincono” il computer ad accettare dischi non del tutto identici all’originale.

Tutto ciò può sembrare complicato, ma dopo aver capito il principio di funzionamento e le tecniche di base, la realizzazione delle copie diventa molto semplice.



I primi passi Per risparmiare tempo e costosi dischi vergini bisogna mettere a punto il proprio masterizzatore e il programma che lo controlla, ottimizzandone l’installazione nel PC.

La maggior parte dei sistemi di protezione ha l’effetto collaterale di ridurre l’efficacia degli algoritmi di correzione degli errori previsti dagli standard CD e DVD. Ciò significa che quando si crea la copia di un disco protetto non è possibile tollerare eventuali errori di scrittura introdotti da un masterizzatore mal regolato o da dischi vergini poco adatti al proprio apparecchio.





Il minimo errore aggiuntivo provoca quasi sempre il fallimento dell’operazione di copia, anche usando i programmi e le procedure giuste. Perciò il primo passo per ottenere copie funzionanti consiste nella messa a punto dell’hardware: vi consigliamo di aggiornare il firmware del vostro masterizzatore, scaricandolo dal sito Web del produttore (di solito è disponibile nelle sezioni di download del sito stesso) ed evitare di acquistare dischi vergini di marche sconosciute o comunque non supportate dal vostro masterizzatore, perché la qualità della copia non sarebbe uniforme.

Sarà alto il rischio di ottenere copie illeggibili, soprattutto se l’originale è protetto: in questo caso la causa del fallimento della copia non è da ricondurre alla protezione del disco originale, come a prima vista si potrebbe pensare, ma al cattivo accoppiamento tra dischi vergini, masterizzatore e velocità di scrittura. Il problema è particolarmente evidente per i DVD, dove è meglio usare solo dischi vergini delle marche indicate nel manuale della periferica.

L’aggiornamento del driver di Windows del masterizzatore è superfluo: i programmi di duplicazione dei dischi comandano in modo diretto il masterizzatore. Il driver di Windows non serve per fare copie dei dischi ma solo per la funzione di accesso diretto alla lettera di unità, ed è generico per tutti i modelli recenti.



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