Misurazione del tempo prima dell’orologio

Fin dall’antichità l’uomo provò il bisogno di trovare un mezzo, un metodo per poter calcolare il trascorrere del tempo. Per dare una risposta a questa sua necessità inventò vari strumenti di cui qui si tratterà brevemente.

Secondo le prime testimonianze, che risalgono al VI secolo a.C., i greci iniziarono ad utilizzare i primi ed ancora abbastanza rudimentali strumenti, le meridiane, forse originariamente un’invenzione del filosofo Anassimandro (610 ca-546 a.C.), anche se ancora prima del tempo di Augusto (63 – 14 a.C.), avevano già raggiunto una perizia sufficiente a costruire una torre ottagonale dell’orologio, chiamata Horologium, costruita nei pressi dell’area del mercato di Atene, un orologio pubblico azionato ad acqua dotato di una banderuola. #1 (consulta in fondo alla pagina)

Oltre ai tipi ancora adesso esistenti, cioè da muro, ne furono prodotti anche esemplari portatili, interessante prova del fatto che l’uomo desiderò sempre poter calcolare il tempo, anche in viaggio.



Questo tipo di contatempo venne molto usato e sviluppato nelle città ove successivamente si diffuse l’arte dell’orologeria, appunto per regolare questi apparecchi e controllarne il funzionamento. Al riguardo vi è da osservare che, nel 1614, venne pubblicata a Milano l’opera De gli Horologi solari nelle superficie piane, di Muzio Oddi (1569-1659).

Vennero anche impiegati altri strumenti, più evoluti, le clessidre, un tempo note come orologio a sabbia, che evitavano l’inconveniente di non poter essere usate di notte, viceversa esistente per la meridiana.

 

Strumenti più evoluti

Le clessidre potevano basare il loro funzionamento sia sullo scorrere dell’acqua che su quello della sabbia, anche se erano preferibili le seconde, perché meno fragili e più durature. Ne esisteva anche un genere particolare, noto come le “ore”, generalmente usate nelle chiese, nel quale erano presenti quattro ampolle, ognuna della durata di un quarto d’ora.

In una fase successiva, e cioè a partire da circa il II secolo a.C., vengono creati dall’alessandrino Ctesibio i primi orologi ad acqua, ispirati per quanto riguarda il loro funzionamento, alle clessidre a sabbia, gli stessi che poi, nei secoli medievali, saranno ampiamente sviluppati dai popoli arabi.

Quest’arte, nonostante le sue origini, non era sconosciuta all’Occidente, ove ad esempio, nel primo medioevo, Pacifico arcidiacono di Verona (IX secolo), che secondo la sua lapide costruì un orologio visibile anche durante la notte, e Gerberto (939-1003, papa Silvestro II), costruirono degli orologi quasi sicuramente azionati dall’acqua, anche se, essendo indicati appunto con questo termine, una volta si supponeva che fossero dei “prototipi” dei successivi orologi meccanici, cosa che ormai si è generalmente propensi a negare.

Anche nell’impero d’Oriente si sviluppò il settore dell’orologeria ad acqua, Costantino VII Porfirogenito (905-959) possedeva “un piccolo orologio d’argento per la notte” ed “un altro di bronzo”. #2

Sia l’imperatore che i viaggiatori fecero poi più volte cenno all’orologio di Santa Sofia, che misurava il giorno in 24 ore di seguito, indicate tramite l’uso di automi, ognuno dei quali si mostrava ad un’ora diversa.



Orologio azionato ad acqua

Tutti elementi che ugualmente si ritroveranno nel nostro paese vari secoli dopo. Un altro esempio interessante è costituito dal regalo che nel secolo IX (forse nell’anno 807) Aronne (Arun al-Raschild, il re di Persia, ca. 763-809) inviò all’imperatore Carlo Magno (742-814), un orologio azionato ad acqua dotato di ruote in ottone, e con un convegno sonoro per segnare le ore (mediante dodici sfere di bronzo, che successivamente, e con numero proporzionato cadevano al termine di ogni ora, colpendo una campana).

Calcolatore di Antikythera realizzato da John Gleave

 



Anche un altro imperatore occidentale ben più recente, Federico II (1194-1250), ricevette nel 1232 da al-Ashraf (Al-Ashraf Musa Abu’l-Fath al-Muzaffar ad-Din) sultano di Damasco un orologio astronomico, un planetario #3 (il dono era così particolare che venne commemorato anche con una lapide trilingue posta nel duomo di Palermo presso la Cappella Palatina), in cui erano riprodotti i moti del sole, dei pianeti e della luna.

Non risulta che neppure questo fosse un orologio meccanico, quindi si può legittimamente supporre che fosse ancora azionato ad acqua. Nel complesso quindi, prima dell’invenzione dell’orologio meccanico, erano già in uso contatempo di varia natura, alcuni dei quali sono talvolta ancora in uso ai giorni nostri e che continueranno ad essere impiegati a lungo assieme ai nuovi apparecchi, spesso assieme a loro, in funzione di regolatori.

Per quanto riguarda quest’ultimo tipo di orologi si deve osservare, che esisteva un orologio cinese costruito nel 1088 e che già utilizzava un meccanismo abbastanza simile alla verga, che si azionava sfruttando il peso dell’acqua raccolta in appositi recipienti di cui era dotato.

Quasi sicuramente però, l’ignoto inventore della verga non ebbe modo di conoscere il meccanismo precedentemente citato. Nel 1270 nei Libres del saber de astronomia, di Alfonso X il Saggio re di Castiglia (1221-1284), viene descritto un orologio azionato dal mercurio in sostituzione dell’acqua: non vi si fa però ancora alcun cenno all’orologio meccanico.

Nel complesso i contatempo che vennero sviluppati, costituirono semplicemente uno svago delle classi elevate o di studiosi che si interessavano di astronomia, scienza per la quale erano particolarmente utili, ma non indussero grandi cambiamenti economici o sociali, od alla nascita di specifiche professioni, come avvenne dal XIV-XV secolo con l’orologio meccanico.

 



Note e informazioni

#1 Orologio dotato di un palo, appoggiato sull’acqua all’interno do in tubo, affondava progressivamente durante il giorno e l’acqua defluiva attraverso un foro, mentre sul palo si leggevano le ore indicate da appositi segni.

#2  P. Pazzi (a cura di), Dizionario Avreo Orefici, Argentieri, gioiellieri, diamantai, pietrai, orologiai, tornitori d’avorio nei territori della repubblica veneta, Treviso, 1998.

#3 Un esempio ancora più antico di orologio che mostra i moti degli astri è quello del Meccanismo di Antikythera, risalente probabilmente al I secolo a.C

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