Istituite nel gennaio 1968 e ampliate nel 1997, si tratta di una dichiarazione che l’interessato sottoscrive sotto la propria responsabilità, attestando la sua condizione, i suoi requisiti personali o familiari che lo riguardano.
La normativa attualmente in uso che regola e disciplina l’utilizzo delle Autocertificazioni è il decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445. Tutti i cittadini Italiani, coloro che appartengono alla comunità Europea e tutti gli extracomunitari riconosciuti che soggiornano in Italia, possono presentare la propria dichiarazione.Le dichiarazioni sostitutive di certificazioni, comunemente note come autocertificazioni, rappresentano uno strumento pratico e semplificato introdotto in Italia per facilitare la gestione dei documenti amministrativi. Grazie a questo istituto, i cittadini possono dichiarare sotto la propria responsabilità informazioni personali o dati relativi a stati, qualità personali o fatti senza dover richiedere certificati ufficiali alle pubbliche amministrazioni.
In questa guida vedremo cos’è l’autocertificazione, quando si può utilizzare, come redigerla correttamente e quali sono i limiti e responsabilità previsti dalla normativa italiana.
Cos’è una dichiarazione sostitutiva di certificazioni
L’autocertificazione è una dichiarazione che il cittadino può rilasciare in sostituzione di certificati ufficiali rilasciati da pubbliche amministrazioni o enti certificatori.
La legge italiana di riferimento è il D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, che disciplina documenti, dichiarazioni e autocertificazioni. Secondo questa normativa, l’autocertificazione può riguardare fatti, stati o qualità personali che possono essere attestati da certificati pubblici, come ad esempio:
- Stato civile (nascita, matrimonio, cittadinanza)
- Titoli di studio
- Residenza o domicilio
- Godimento dei diritti civili
- Situazioni reddituali o patrimoniali per accesso a servizi pubblici
Vantaggi delle autocertificazioni
Le dichiarazioni sostitutive di certificazioni offrono diversi vantaggi:
- Velocità: non è necessario recarsi presso uffici pubblici per richiedere certificati.
- Risparmio economico: evita costi di rilascio certificati e bolli.
- Semplificazione burocratica: riduce la documentazione da presentare alle amministrazioni.
- Validità legale: ha lo stesso valore legale dei certificati originali, salvo verifiche successive da parte della pubblica amministrazione.
Tuttavia, è importante ricordare che l’autocertificazione deve essere veritiera, perché eventuali dichiarazioni false possono comportare sanzioni penali.
Quando è possibile utilizzare le autocertificazioni
Le autocertificazioni possono essere utilizzate principalmente in due ambiti:
1. Rapporti con la Pubblica Amministrazione
- Presentazione di domande per concorsi pubblici
- Iscrizione a scuole o università
- Richiesta di agevolazioni o benefici sociali
- Dichiarazioni di reddito o di stato di famiglia
2. Rapporti con privati
In alcuni casi, anche aziende o enti privati possono accettare autocertificazioni, ad esempio per:
- Contratti di lavoro o stage
- Iscrizione a corsi e attività formative
- Attestazioni di titoli o esperienze professionali
È comunque sempre consigliabile verificare se l’ente accetta l’autocertificazione o richiede il certificato originale.
Come redigere correttamente un’autocertificazione
Per essere valida, una dichiarazione sostitutiva deve contenere alcune informazioni essenziali. Ecco una guida passo passo:
1. Intestazione
- Indicare che si tratta di “Dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi del DPR 445/2000”.
- Inserire i dati del dichiarante: nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza.
2. Oggetto della dichiarazione
- Dichiarare il fatto, lo stato o la qualità personale sostituito dal certificato.
- Esempio: “Dichiaro sotto la mia responsabilità che sono residente a Milano, in via Rossi 10”.
3. Dichiarazione di veridicità
- Inserire una frase del tipo:
“Dichiaro che le informazioni fornite corrispondono a verità, consapevole delle sanzioni penali previste in caso di dichiarazioni false ai sensi degli artt. 75 e 76 del DPR 445/2000.”
4. Data, luogo e firma
- La dichiarazione deve essere firmata e datata, indicando la città di redazione.
5. Allegati (se richiesti)
- In alcuni casi può essere necessario allegare documenti di identità o altri documenti di supporto.
Differenza tra autocertificazione e dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà
È importante distinguere due strumenti previsti dalla legge:
- Autocertificazione (dichiarazione sostitutiva di certificazione): sostituisce certificati ufficiali relativi a stati, fatti o qualità personali.
- Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà: serve per attestare fatti, situazioni o eventi che non sono certificati da enti pubblici, ma dei quali si è testimone diretto.
In altre parole, l’autocertificazione sostituisce documenti ufficiali, mentre l’atto di notorietà serve per dichiarazioni “non certificabili” da enti pubblici.
Limiti e responsabilità
Pur avendo valore legale, le autocertificazioni comportano responsabilità per il dichiarante:
- Falsità materiale o ideologica: dichiarare il falso è reato penale (artt. 75 e 76 DPR 445/2000).
- Controlli successivi: la pubblica amministrazione può richiedere verifiche dei dati dichiarati.
- Accettazione discrezionale da parte di privati: alcuni enti privati possono richiedere certificati originali.
Modalità di presentazione
Le autocertificazioni possono essere presentate:
- Di persona presso sportelli o uffici pubblici
- Via PEC (posta elettronica certificata) per le amministrazioni che la accettano
- Online tramite portali digitali della pubblica amministrazione (SPID o identità digitale)
- A mezzo raccomandata in casi specifici
In generale, l’autocertificazione può sostituire completamente la richiesta di certificati, rendendo più veloce la procedura.
Conclusione
Le dichiarazioni sostitutive di certificazioni, o autocertificazioni, rappresentano uno strumento di semplificazione amministrativa fondamentale in Italia. Permettono di:
- Ridurre tempi e costi nella gestione dei documenti
- Evitare spostamenti presso uffici pubblici
- Snellire procedure burocratiche con enti pubblici e, in alcuni casi, privati
Tuttavia, è essenziale ricordare che l’autocertificazione deve essere sempre veritiera e completa, in quanto eventuali dichiarazioni false possono comportare sanzioni penali.
Grazie a questo strumento, cittadini e professionisti possono gestire pratiche amministrative in modo più rapido ed efficace, nel rispetto della legge.
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Chi accetta l’autocertificazione?
Aziende Sanitarie Locali, Inps, Regioni, Province, Comuni e Comunità Montane, Camere di Commercio, Istituti e Scuole di ogni ordine e grado, Istituzioni Universitarie.
Aziende che possiedono in concessione servizi primari, come: i trasporti, l’erogazione di energia elettrica, il Servizio Postale, gestori di telefonia fissa e mobile, rete idriche, aziende municipalizzate come: le Poste (ad eccezione del servizio Bancoposta), la Rai, le Ferrovie dello Stato, Agenzia delle Entrate, le Autostrade etc. Sono inoltre utilizzabili nei rapporti con imprese esercenti servizi di pubblica necessità e di pubblica utilità (ENEL, Tim, Aziende del Gas, ecc.).
I Tribunali, quindi di conseguenza anche gli avvocati o qualsiasi autorità competente non accetta la Dichiarazione sostitutiva di certificazione, rimane a discrezione del singolo Ente privato, come ad esempio la Banca, la Finanziaria e le Compagnie assicurazione Auto se accettare arbitrariamente e autonomamente; visto che non è un’obbligo, ma semplicemente una facoltà.

Pdf Moduli Di Autocertificazione Telematica
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Con dichiarazione sostitutiva di certificazioni è possibile utilizzarla per i seguenti certificati:
- Dati anagrafici
- Titoli di studio
- Situazione reddituale
- Possesso del codice fiscale e della partita Iva
- Posizione giuridica: persone fisiche e qualità di legale rappresentante
