Come proteggersi dai terremoti


Quando la terra trema

La rottura della crosta terrestre in zone dove si sono accumulate nel tempo enormi quantità di energia provoca quel disastroso fenomeno naturale che è il terremoto.

La violenza delle scosse, che hanno una durata variabile da pochi secondi a qualche minuto, è maggiore nel punto in cui esse si producono (epicentro) e si attenua via via, con l’aumentare della distanza.

I crolli, le esplosioni e gli incendi indotti dalle scosse causano numerose vittime e danni enormi.



In Italia esistono 52 stazioni sismiche per il rilevamento e lo studio dei terremoti, ma ne entreranno in funzione altre (il programma ne prevede 90). Esse sono collegate con l’Istituto Nazionale di Geofisica di Roma, sito ufficiale che è responsabile delle misurazioni geodetiche con laser e del Catalogo sismico dall’anno Mille in poi (vi sono raccolti i dati di circa 25.000 terremoti). Se le conoscenze attuali non consentono ancora di sapere quando si verificherà un terremoto, i dati raccolti hanno però reso possibile l’individuazione delle aree più esposte a “rischio sismico” (vedi riquadro in basso).

La realizzazione, in queste aree, di edifici costruiti secondo le norme antisismiche e la ristrutturazione di quelli già esistenti – con opportuni rinforzi delle strutture, demolizione di parti pericolanti, ecc. – sono le prime e fondamentali opere di prevenzione, in cui devono essere coinvolte anche le popolazioni interessate: tutti andrebbero informati sul comportamento da assumere e sugli interventi da mettere in atto prima che il terremoto si verifichi (vedi riquadro).

Qualora, poi, vi trovaste coinvolti nel disastro, ricordate che il panico è il peggior nemico, in quanto aggrava una situazione nella quale, invece, è vitale agire con calma e lucidità. Tenete presente, infine, che dopo le prime scosse possono essercene altre di assestamento.







Cartina sismica territorio Italiano

I numeri indicano la percentuale di Comuni esposti al rischio di Terremoto nelle varie Regioni Italiane.



La maggior parte di esse sono deboli, ma qualcuna può sempre essere tale da causare altri danni.




In casa


Se siete in casa quando cominciano le scosse, non precipitatevi fuori. Ponetevi invece al riparo sotto il vano di una porta, sotto un tavolo solido, una scrivania, un letto, per evitare di rimanere feriti in seguito alla caduta di calcinacci. Nelle case moderne, mettetevi sotto gli architravi interni alla struttura di cemento armato, che sono i punti più sicuri.

State lontani dalle finestre, i cui vetri probabilmente andranno in frantumi. Spegnete fornelli, caminetti, stufe, lampade o coperte, tendaggi pesanti, ecc.) qualsiasi piccolo focolaio d’incendio. Chiudete il rubinetto del contatore del gas, onde evitare il pericolo di fughe. Se rilevate danni all’impianto elettrico, disattivate l’impianto stesso, facendo scattare l’interruttore generale in posizione “aperto”. Se dovete abbandonare l’edificio, non usate ascensori o montacarichi, perché potrebbe venire a mancare l’energia elettrica proprio mentre vi trovate chiusi all’interno della cabina. Evitate per il possibile di usare il telefono: la rete deve restare libera per i servizi di soccorso. Tenetevi informati sulla situazione attraverso la radio e seguite le istruzioni trasmesse dalle autorità.


A scuola


Saranno gli insegnanti ad assistere gli alunni al momento del disastro, conducendoli ordinatamente nelle aree prescelte per l’emergenza, controllando che tutti rispondano all’appello e assumendosene la responsabilità fino all’arrivo dei genitori.



Al Lavoro


Quanti si trovano in ufficio o in fabbrica seguiranno le istruzioni previste dai piani di evacuazione dell’edificio e le indicazioni di emergenza. Ognuno dovrà collaborare affinchè non avvengano scene di panico e l’evacuazione si svolga nel modo più ordinato possibile.



In strada


Non passate sotto cornicioni o muri pericolanti, mantenetevi lontano da palazzi ed edifici in genere e sostate solo in luoghi aperti (piazze, campi sportivi, ecc). Nel camminare, fate attenzione a dove mettete i piedi, perché potrebbero esserci dai cavi elettrici per terra. potrebbero esserci dei cavi elettrici per terra.

Non rifugiatevi nelle cantine, nelle metropolitane o nei sottopassaggi: le uscite potrebbero restare bloccate dalle macerie. Evitate di usare l’auto. Le strade devono essere lasciate il più possibile sgombre per non intralciare la circolazione delle ambulanze e dei mezzi di soccorso. Se proprio dovete servirvi dell’auto, guida te molto lentamente, seguendo le indicazioni delle autorità. Evitate di percorrere ponti, gallerie, strade franate o ingombre di macerie.

Non avvicinatevi ad animali visibilmente spaventati. State lontani dalle spiagge: ci potrebbe essere pericolo di maremoto. Se potete, cooperate con i servizi di soccorso. State, però, lontani dalle zone colpite, a meno che non sia richiesto il vostro aiuto.







Tabella dei Comuni Italianni con Rischio Sismico


RegioniTotale ComuniClassificatiDa classificareTotale comuni sismici%
Vald’Aosta 74
Piemonte120941413,4
Liguria2355273213,6
Lombardia154640402,6
Trentino Alto Adige339
Veneto58223638614,8
Friuli Venezia Giulia2191182714566,2
Emilia Romagna34112748625,2
Toscana2875512718263,4
Marche2463619423093,5
Umbria9213566975,0
Lazio37511016627673,6
Abruzzo3051934423777,7
Molise136752910476,5
Campania5479427536967,5
Basilicata1311011212293,1
Puglia25719456424,9
Calabria409409409100,0
Sicilia38520710331080, 5
Sardegna359


La tabella riporta i dati raccolti dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R. sito ufficiale), in rapporto alla proposta di riclassificazione sismica del territorio italiano. La cartina evidenzia, Regione per Regione, la percentuale dei Comuni da considerare esposti a rischio sismico, secondo la riclassificazione elaborata dal C.N.R.


Classificazione Sismica del Territorio Italiano








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ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2016