La Statua di Zeus si trovava ad Olimpia ed era un importante centro religioso della Grecia sud-occidentale. Gli antichi greci adoravano Zeus dio sovrano, ed a Olimpia organizzavano regolarmente celebrazioni in suo onore che comprendevano competizioni atletiche, Olimpia oltre svolgimento dei giochi "olimpici" era sede dell'amministrazione, ma anche luogo di culto di grande importanza, come testimoniano i resti di antichi templi, teatri, monumenti e statue rinvenute.
Fra il 470 e il 456 a.C. ad Olimpia venne costruito il magnificente Tempio di Zeus, un'imponente statua in oro ed avorio, dalla larghezza del piedistallo 6,5 m; altezza 13 m). Zeus era raffigurato in posizione seduta e la sua testa toccava quasi il soffitto rappresentando in maniera molto evidente il simbolo di grandezza. Veniva raffigurato nella mano destra una Nike (vittoria) è la più famosa del mondo, dopo quella del Louvre di Parigi ed è conservata nel museo archeologico di Olimpia, mentre nella sinistra teneva uno scettro su cui poggiava l'aquila, simbolo della divinità.
Il tempio fu danneggiato da terremoti, incendi, inondazioni e definitivamente distrutto nel corso del VI secolo d.C., mentre la statua fu portata a Costantinopoli e bruciò durante un grave incendio nel 475 d.C.
La gigantesca Statua è andata distrutta, ma grazie ad una particolare descrizione fatta dagli uomini di quel tempo, molti artisti sono riusciti a riprodurla in sculture e dipinti. nel testo di Pausania possiamo trovare una narrazione che ci permette di immaginare la statua in tutto il suo splendore.
Dice Pausania (libro V, 11, 1-10):
Il Dio, costruito d'oro e d'avorio è assiso in trono; una corona, che imita i rami di olivo, gli sta sul capo. Egli porta nella mano destra una Vittoria, anch'essa d'avorio e d'oro, che tiene una tenia e porta una corona in testa. Nella mano sinistra del dio è uno scettro ornato di ogni genere di metalli. L'uccello, che è posto in cima allo scettro, è l'aquila. D'oro sono anche i calzari del Dio e così pure il mantello; sul mantello sono posti come ornamento piccole figure e fiori di giglio. Il trono è variamente ornato di oro e pietre preziose ed anche di ebano e d'avorio, ed in esso ci sono figure rappresentate in pittura e figure scolpite. In ciascuna delle gambe del trono sono quattro Vittorie, che rappresentano lo schema delle danzatrici; ce ne sono poi altre due alla base di ciascuna gamba. Sopra ciascuna delle gambe anteriori si trovano dei fanciulli tebani rapiti da Sfingi, e, sotto le Sfingi, Apollo e Artemide saettano i figli di Niobe. Tra le gambe del trono sono quattro sbarre, ciascuna delle quali traversa dall'una all'altra gamba. Sulla sbarra anteriore (quella che c'è proprio dirimpetto all'entrata) si trovano sette statuette; l'ottava infatti non sanno in che modo sia sparita. Sopra alle rimanenti sbarre è rappresentata la schiera combattente con Eracle contro le Amazzoni; il numero di queste e di quella insieme è di ventinove.