Orologi più antichi d’Italia e d’Europa

Tutti gli apparecchi fin qui analizzati comparvero più o meno contemporaneamente in vari luoghi del continente europeo, Italia, Francia, Germania ed Inghilterra, anche se in realtà le notizie relative alla loro costruzione furono spesso successive.

Le prime testimonianze certe sull’esistenza dell’orologio meccanico, sono comunque costituite spesso da cronache religiose inglesi, tanto che, alcuni studiosi, hanno avanzato l’ipotesi che l’orologio meccanico fosse stato inventato proprio in quel paese.

Cattedrale di Norwich

Cattedrale di Norwich

Se ne ritrovano le prime notizie negli annali:



  • Priorato di Dunstable (1283)
  • Cattedrale di Exeter (1284)
  • Cattedrale di San Paolo a Londra (1288)
  • Priorato della cattedrale di Norwich (1290)
  • Abbazia di Ely (1291)
  • Cattedrale di Canterbury (1292)
  • Cattedrale di Salisbury (1306).  Probabilmente è il primo orologio dotato di un’indicazione acustica delle ore in 2 x 12.
  • Cattedrale di Cambray, in Francia, del 1318 o forse 1308.

 

Orologio più vecchio del mondo

Tra il 1322 e il 1325 si hanno testimonianze della costruzione ed installazione di un orologio astronomico con automi nella cattedrale di Norwich, in Inghilterra.

Questa è la più antica testimonianza esplicita di un orologio meccanico dotato di un quadrante.

L’esemplare più antico giunto fino a noi è invece molto probabilmente è l’orologio della torre di San’Andrea, sito a Chioggia è l’orologio più antico del mondo di cui si abbia notizia. Tuttavia, anche quello di Salisbury, risalente al 1386 (anche se nel corso dei secoli ha subito innumerevoli modifiche può mettere in dubbio il primato).

Però mentre per l’esemplare della Torre di San’Andrea, esistono numerose documentazioni storiche che ne attestano l’esistenza, per quello di Salisbury, la documentazione risalente alla data è incerta.

 

La Cattedrale di Salisbury

La Cattedrale di Salisbury

 

Orologi più antichi in Italia

Ovviamente anche la Penisola italiana vanta diverse testimonianze relative alla presenza di orologi, i più antichi sono:



  • ad Orvieto nel 1307-1308: ci sono pervenuti degli scritti che attestano come in questi anni fosse stata istituita una tassa per riparare un orologio da campanile e per assumere un addetto che si occupasse di mantenerlo in funzione.

    Il campanile di San Gottardo Milano

    Il campanile di San Gottardo, Milano

  • a Milano nel 1309 la prima testimonianza pervenutaci di un orologio sicuramente meccanico è del cronista domenicano Galvano Fiamma o della Fiamma (1283-1344 c.a.), che nella sua Cronica ordinis praedicatorum, del 1306, tratta della chiesa di Sant’Eustorgio ove in quell’anno fu collocato un orologio pubblico; sembra però che già a quel tempo tali orologi fossero alquanto diffusi.
  • nel 1335 si ha un’altra testimonianza, sempre del Fiamma, su di un orologio posto sul campanile della chiesa di San Gottardo a Palazzo a Milano.
  • 1343 viene installato un orologio nel Duomo di Modena.
  • nel 1344 a Padova venne installato l’orologio progettato da Jacopo Dondi (1298-1359) In seguito a quest’opera la famiglia ha avuto il diritto, nel 1354, di aggiungere al loro cognome l’appellativo onorifico “dell’Orologio”. il suo capolavoro andò distrutto nel 1390 e venne ricostruito dal 1423 al 1434 dal suo discendente Novello Dondi,  Nella stessa famiglia, vi è da segnalare anche Giovanni de Dondi, figlio di Jacopo, che oltre ad essere un importante medico, realizzò nel 1364 l’Astrarium (o Planetario), alto 85 cm, poi acquistato nel 1381 da Gian Galeazzo Visconti (1351-1402) per la sua biblioteca di Pavia. Un solo peso aziona l’orologio e tutti i suoi meccanismi che mostrano i moti e le posizioni del sole, delle costellazione e dei pianeti, in base alla concezione dell’epoca sull’Universo.
  • nel 1347 viene posto un orologio nel Duomo di Monza.
  • nel 1351 è segnalato nel Duomo di Orvieto un automa detto Maurizio, il primo di cui si abbia notizia, che, con una mazza, batte le ore su una grande campana. Si presume che sia l’automa più antico esistito in Italia. Questi meccanismi nella penisola erano talvolta chiamati anche Mori.
Il Duomo di Orvieto

Il Duomo di Orvieto

 

Da questa data in poi le testimonianze sulla costruzione di orologi meccanici da torre divengono sempre più numerose e frequenti, dimostrazione della loro crescente diffusione, il che implica con il passare del tempo, anche la diffusione di una base di conoscenze meccaniche necessarie alla loro realizzazione e mantenimento e di conseguenza all’incremento del numero di persone che lavoravano nel settore.

Da questa analisi sommaria si può quindi dedurre che i grandi orologi meccanici da edificio anteriori al 1400 di cui si hanno notizie fossero almeno un centinaio ed è molto probabile che ve ne fossero altri di cui si sono, per varie ragioni, perse le tracce.



Di notevole interesse è inoltre l’osservazione che, per quanto riguarda la Penisola, l’orologeria ebbe uno sviluppo sempre più incentrato su usi civili più che religiosi.

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