Jukebox on-line musica digitale

Il futuro della musica sarà on-line.

Il formato MP3 ha rivoluzionato per sempre le modalità di utilizzo della musica, affiancando ai tradizionali metodi di fruizione (CD Audio, LP e audiocassette) la possibilità di ascoltare con il PC le canzoni memorizzate come semplici file audio.

La lotta alla pirateria audio si è fatta sempre più pressante e infine sono nati i portali specializzati che vendono legalmente, on-line, file musicali con la qualità di un CD pronti da scaricare sul proprio computer.



iTunes, il jukebox on-line di Apple, è stato il primo. In un anno e sette mesi ha venduto 200 milioni di canzoni, tanto da arrivare a coprire il 70% dell’intero mercato della musica digitale “legale”.

 

Poi è stata la volta di Rhapsody, il servizio di RealNetworks.

musica digitale

In coda sono arrivati il nuovo Napster di Roxio e MusicMatch. Anche l’Italia è stata coinvolta in questa rivoluzione grazie all’apertura dei negozi virtuali  Tiscali, MSN, RAI, MTV Italia, e Messaggerie Digitali del gruppo Sugar. Il mercato della musica digitale legale non è probabilmente il modo più efficace per combattere la pirateria, ma per tutta l’industria discografica rappresenta un’ottima opportunità di business e, per gli utenti, un servizio in più da utilizzare. Secondo un’analisi di Forrester Research la vendita di brani musicali su Internet nell’Europa Occidentale diventerà un mercato da 15 miliardi di euro l’anno, nel 2018.

Secondo le previsioni degli analisti, infatti, in quel periodo i consumatori avranno accettato l’idea di pagare per scaricare musica di buona qualità audio e inoltre la maggiore diffusione della banda larga avrà reso più facile l’utilizzo di questi servizi. I negozi di musica digitale (chiamati anche jukebox on-line) si configurano come portali specializzati nella vendita di file audio (in genere nel formato WMA). Dopo essersi iscritti e aver fornito i propri dati personali, e quelli della carta di credito, si riceve un account tramite il quale si possono acquistare i brani. Le canzoni possono essere acquistate singolarmente oppure, salvo rare eccezioni (come per CD Rai che non offre questo servizio), comprando l’album intero.

Solo alcuni servizi necessitano dell’installazione di un client, cioè di un programma ad hoc da installare e lanciare nel computer dell’utente per poter accedere al catalogo on-line. Contrariamente dunque a quanto accade con i programmi di condivisione, comprare da un negozio di musica digitale una canzone e scaricarla sul proprio PC è perfettamente legale, perché lo stesso titolare dei diritti d’autore del brano ha concesso l’autorizzazione al download (cioè al trasferimento del file audio della canzone dalla Rete al computer dell’utente) e all’ascolto del brano stesso.

Tutti i brani in vendita legalmente via Internet vengono infatti acquistati dagli utenti insieme alla relativa licenza d’uso.



Questione di licenze

Due sono gli standard di riferimento per la “licenza digitale”, chiamata altresì DRM (Digital Rights Managment).

I più grandi operatori del settore, Microsoft e Apple, hanno optato per sviluppare due diverse versioni dello standard DRM.

A oggi la licenza DRM di Apple (chiamata DRM Fairplay) consente di masterizzare senza limiti i brani acquistati su iTunes, mentre permette di trasferirli al massimo su cinque computer.

La possibilità invece di copiare i file nel lettore iPod è illimitata mentre quella di masterizzare su CD la stessa scaletta di brani è invece concessa tre volte. I limiti della licenza di iTunes sono adesso, rispetto al momento del lancio del servizio, molto meno restrittivi, grazie agli accordi che la “Mela” è riuscita a stringere con le case discografiche in seguito al successo del suo jukebox on-line.

Per quanto riguarda Microsoft, la casa di Redmond ha ideato una nuova licenza DRM, chiamata Janus accolta anche dalla nuova versione di Napster di Roxio, e offre all’utente un’ampia libertà di utilizzo. Con questa nuova piattaforma tecnologica i brani musicali non vengono in sostanza venduti, ma affittati all’utente che può così ascoltarli tutte le volte che desidera purché sia ancora abbonato al servizio.

Janus permette inoltre di trasferire i file “affittati” nei lettori portatili nel rispetto dei termini della licenza previsti per ciascuna canzone. In sostanza i limiti fissati dal DRM che accompagna ogni file, rappresentano la licenza d’uso e segnano il confine di quello che si può fare con un brano scaricato: quante volte è concesso l’ascolto del brano, se e quante volte è possibile trasferire il file in un lettore portatile di musica digitale e se e quante volte è permesso masterizzare i brani scaricati.

Per verificare nel dettaglio la “politica” degli operatori attivi in Italia date un’occhiata alla tabella presente in queste pagine. La soluzione più comune prevede per ogni brano scaricato un massimo di tre masterizzazioni e di tre copie su un lettore portatile, ma varia a seconda del file audio scaricato e soprattutto dell’operatore.

I servizi più trasparenti, per quello che riguarda la licenza di utilizzo dei brani, sono quelli offerti da MSN Music, Tiscali Music Club, MTV MusicStore e iTunes.

Prima delle operazioni di download del brano un link, chiamato in genere “Licenza”, porta a leggere quali sono i limiti di utilizzo della canzone. Verificare se è possibile masterizzare un brano una o tre volte, o se si possa trasferire lo stesso file in un lettore audio portatile, è uno dei criteri su cui basarsi nella scelta se abbonarsi a un servizio o a un altro.

Per comprender al meglio la Tipologie di Licenze

Tra i requisiti per leggere i brani scaricati occorre avere installata una versione aggiornata di Windows Media Player che sia in grado di “leggere” le licenze DRM abbinate alla canzone, altrimenti non sarà possibile ascoltare i file scaricati. Anche la compatibilità con i player audio portatile non è universale: i brani possono essere ascoltati solo sui lettori che supportino la lettura delle istruzioni del Windows Media Rights Management. Presso il sito di ogni operatore si può trovare un elenco piuttosto esaustivo dei player MP3 compatibili per verificare se si possano riprodurre i brani scaricati anche con quello che si possiede.

WMA e AAC

Il formato scelto per il download dei file non è, come ci si aspetterebbe, lo standard MP3 ma Windows Media Audio (WMA). L’unica eccezione è iTunes. Apple infatti ha sviluppato la tecnologia Advanced Audio Coding (AAC), un formato che per livello compressione e qualità audio è simile al formato MP3, ma supporta in più tutti i controlli sulla distribuzione e la copia fissati dal DRM di Apple. A eccezione della “Mela” lo standard dell’universo Windows rimane il WMA.

Alla diffusione di questa tecnologia anche tra i vari operatori ha contribuito il fatto che in tale formato possono essere incluse anche le protezioni anticopia fissate dal DRM. Il formato è dotato di una libreria di codec (software dedicati alla compressione e decompressione dei dati e alla conversione da analogico a digitale e viceversa) molto efficace nella gestione e ottimizzazione dei contenuti audio con una resa qualitativa superiore del 20% rispetto alla versione precedente.

Il vantaggio finale per l’utente si traduce nell’avere a disposizione una tecnologia che consente di scaricare sul proprio PC brani audio dalle dimensioni ancora più ridotte, quindi risparmiando tempo, con una qualità audio superiore. Se un brano in formato MP3 è considerato accettabile con un bitrate (il flusso di dati, in bit al secondo) di 128 kbps (se non di 156), per un file WMA l’analoga qualità si raggiunge con un bitrate di 64 kbps. Il formato WMA è supportato da tutti i più moderni player MP3, da quasi tutti i programmi che gestiscono i file audio, (anche Winamp) e dai programmi di masterizzazione come Ashampoo Burning Studio.

La compatibilità è quindi assicurata.

A ognuno il suo catalogo

La ricchezza di un catalogo on-line dipende dagli accordi che il fornitore del servizio è riuscito a stringere con le major discografiche. Il problema della licenza è che generalmente c’è più di un soggetto che detiene i diritti su un determinato brano: l’autore del pezzo, la casa discografica e l’artista che esegue il brano che può essere titolare di certi diritti, chiamati “diritti connessi” allo sfruttamento o utilizzo della canzone.

Per rendere disponibile un brano on-line occorre avere il permesso di tutti questi soggetti o di coloro che sono subentrati nelle gestione dei diritti: è il caso, per esempio, di Courtney Love, vedova Kobain e come tale co-intestataria della maggior parte del repertorio dei Nirvana.

L’accordo con una major discografica, garantisce al negozio di vendita di musica digitale un catalogo piuttosto ampio dal quale però possono rimanere esclusi tutti gli artisti che hanno, per così dire, una gestione diretta della propria produzione artistica e con i quali occorre trovare un’intesa ad hoc per mettere in vendita il relativo repertorio. È il caso per esempio di Led Zeppelin, Metallica e Beatles.

In questo caso i diritti di sfruttamento del relativo repertorio non sono in possesso della casa discografica, ma del gruppo o di un suo membro (per esempio Jimmy Page per i Led Zeppelin).

La disponibilità di brani on-line è comunque oggi più che soddisfacente e nel futuro non potrà che migliorare. La collezione di iTunes e MusicMatch è sempre in crescita. Lo stesso vale per On Demand Destribution (OD2), la società fondata da Peter Gabriel specializzata nel fornire contenuti audio digitali a terzi, inclusi i negozi virtuali di MSN, Tiscali, UnitedMusic e MTV: la sua banca dati è sempre in crescita. Le differenze tra gli operatori che si avvalgono del suo servizio riguardano solo le diverse modalità in cui si è deciso di caratterizzare e organizzare il repertorio in vendita.

Musica digitale

Ma non solo Resta comunque una valutazione azzardata la previsione che la vendita di file digitali di musica sostituirà in un prossimo futuro i CD-Audio. Oltre alla possibilità, non trascurabile, di non riuscire a reperire on-line la discografia dell’artista che interessa, l’acquisto di musica digitale rimane poco economico.

Conviene pagare 9,99 euro per scaricare un album senza note, indicazione del produttore, testi delle canzone, foto e un opuscolo ricco di informazioni?

Forse sì se l’alternativa è acquistare un CD-Audio che costa tra i 18 e i 22 euro.

Non lo è di sicuro se si intende acquistare “vecchi” CD in vendita a 9,99 euro!

Inoltre i limiti alla masterizzazione e al trasferimento della canzone scaricata su un altro PC o in un lettore portatile condizionano in negativo la libertà dell’utente di utilizzare il bene acquistato nel modo che desidera.

Sostenere che si tratta di previsioni dettate dal buon senso, o per contenere il fenomeno della pirateria, non ha molto senso.

Se i file WMA e AAC non sono modificabili, altrettanto non si può dire se lo stesso file viene masterizzato e diventa un file WAVE. A quel punto può essere convertito in MP3 e tutte le limitazioni cessano di esistere.

Così la canzone scaricata va incontro agli stessi rischi dei CD acquistati nei negozi.

A buon intenditor …

Come convertire file AA in MP3

 

 

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