Glossario dei termini tecnici orologi e orologeria

A

Ala: ognuno dei dente del pignone.
Albero: elemento cilindrico girevole, su cui sono poste le ruote ed i pignoni.
Ancora: serve a trasformare il moto oscillatorio in uniforme. È posta sopra lo scappamento. Veniva spesso impiegata negli orologi da muro.
Arpione: è lo strumento che serve ad arrestare il moto ad intervalli regolari, trasformandolo da perpetuo in intermittente.
Arresto: vedi stackfreed.
Automa: è una specie di statua meccanica che suona le campane percuotendole solitamente con un martello. Questo meccanismo viene azionato dall’orologio stesso.

B

Bariletto: è un contenitore cavo e girevole di forma cilindrica a cui è agganciata la molla motrice. Svolge una funzione protettiva e serve a richiamare il budello o la catenella che lo unisce al conoide.

bilanciere orologio

bilanciere orologio

Battaglio: ferro che percuote dall’interno le campane facendole suonare.
Bilanciere: è il più antico regolatore dell’orologio meccanico, è costituito da un volano a corona pesante, rispetto alle razze. Agisce per inerzia, non offre isocronismo ove non sia abbinato ad una molla. Oggi il termine viene usato in genere per indicare il tipo ad anello. Tra le forme più antiche quella a barra, in francese antico a foliot, con varie forme e provvista di due pesi di regolazione scorrevoli, per modificare la sua velocità di marcia. Negli orologi portatile il suo mozzo è collegato ad un’estremità della molla a spirale piana, mentre l’altra è unita ad un punto fisso.
Bracci: sono i raggi delle ruote dentate.
Budello: è una corda fatta di budello, che congiunge il bariletto al conoide.



C

Caduta: il tratto percorso a vuoto dalla ruota di scappamento dopo l’impulso e prima dell’arresto.
Cartella: vedi platina.
Cassa: è il contenitore entro cui viene inserito il meccanismo che aziona l’orologio. Può assumere varie forme e dimensioni ed essere fatto ci vari materiali, tra cui i più comuni sono legno e metallo.
Caterina: la ruota dello scappamento a verga, con denti a sega frontali, posti cioè perpendicolarmente al piano della ruota stessa. Sono in numero dispari e generalmente 13 o 15.

Chiave di carica: elemento impiegato per la carica degli orologi a molla.
Chiocciola: eccentrico impiegato nello stackfreed.
Colonnina: è l’elemento che congiunge e sostiene le platine, ha una sezione tonda o angolare. Ne sono stati prodotti svariati tipi: affusolati, a balaustro, egiziani, floreali, tortili, a monogramma ecc.

Conoide orologio

Conoide orologio

Conoide: cono tronco con superficie a spirale, collegato al bariletto tramite una catena od un budello. Ha la funzione di mantenere uniforme la potenza rilasciata dalla molla motrice.
Cricchetto: organo di arresto che impedisce la retrocessione alla ruota dentata.

 

D

Dente d’arresto: meccanismo a scatto necessario ad azionare la campana.
Denti: gli elementi periferici della ruota degli ingranaggi.

 

E

Eccentrico: elemento piatto a forma di ammonite che trasforma una velocità costante in variabile.

F

Foliot: termine francese che designa il bilanciere a barra. Risulta per la prima volta in uno scritto di Jean Froissart, risalente al 1369, L’Orelogie Amoureux. Si può quindi supporre che sia stato da lui inventato.
Freno: vedi bilanciere.
Fuso: vedi conoide. Il termine deriva dall’antico francese fusée, filo.



H

Horologia nocturna: vedi svegliarino.

 

I

Indice: vedi lancetta.
Isocronismo: proprietà di un regolatore di ripetere un moto in un periodo di tempo sempre uguale.



L

Lancetta o sfera: è la parte che indica sul quadrante l’ora. Il nome di sfera deriva dal fato che nei primi orologi era la mostra a girare e questa spesso aveva una forma sferica.
Limitatore di carica: dispositivo che serve ad impedire di sovraccaricare la molla motrice. Negli orologi dotati di conoide, la catena od il budello, avvolgendosi, alza una leva che blocca un becco posto al vertice del conoide.

 

M

Marcia: l’andamento dell’orologio.
Molla motrice: i tipi più antichi sono costituiti da molle elicoidali compresse. Quelle che si affermarono erano lamine di acciaio avvolte e racchiuse in un bariletto. Muovono sia il terno del tempo che quello della suoneria. Vengono armate durante la carica e si avvolgono su se stesse ed intorno ad un albero.
Mostra: è la parte dell’orologio ove appaiono le indicazioni delle ore, ed in una fase successiva dei minuti e dei secondi.
Movimento: è il nome tecnico del meccanismo interno dell’orologio.

N

Nottolino: vedi cricchetto.

 

O

Orologetto: antica denominazione degli orologi da portare addosso.
Oscillazione del bilanciere: indica lo spazio percorso dal bilanciere in movimento, è suddivisibile in due parti, il primo, l’arco di levatura, che è quello percorso in diretto contatto con l’arpione e i denti della ruota, e l’arco supplementare, che è quello che l’arpione scorre in più a causa della spinta ricevuta dalla ruota.



P

Paletta: le parti che ricevono l’impulso dalla ruota di scappamento e ne regolano il moto. Sulla verga sono in forma di banderuole, fissate ad angoli compresi tra i 90° ed i 115°.
Partitoria o partiora o spartiora: è una ruota a tacche, spaziate ad intervalli diseguali che regola la progressione dei rintocchi della suoneria. Gli intervalli di lunghezza crescente, corrispondono a numero dei rintocchi. Le tacche sono per lo più lungo il profilo esterno della ruota, raramente al suo interno. È un’invenzione molto antica. La sussidiaria ha sei tacche diversamente intervallate, anticamente accoppiata a quella principale della suoneria a 24 ore. Quella dei quarti impiegata quasi sicuramente prima della fine del XIV sec., ha 4 tacche lungo l’orlo, talvolta ripetute.
Pignone: la più piccola delle due ruote dentate di un ingranaggio meccanico. Può assumere svariate forme, tra cui quella conica.
Pilastrino: vedi colonnina.
Platina: le parti degli orologi cui sono fissati i meccanismi, sono generalmente in numero di due.
Ponte: è la staffa che sovrasta il bilanciere e in cui si impernia il suo albero.
Potenza: è il sostegno dell’albero della ruota caterina.

Q

Quadrante: vedi mostra.
Quadrato di carica: parte terminale di un albero, a sezione quadrata per poter girare con la chiave di carica in cui si infila.

 

R

Regolatore: vedi bilanciere.
Regolazione: inizialmente la molla di carica era regolata dal rocchetto e cricchetto poi, dal 1610/20 viene introdotta la vite senza fine.

Rocchetto: vedi pignone.
Ruota caterina: vedi caterina.
Ruota corona: è una ruota con denti ad angolo retto, in modo che possa ingranare in un albero posto perpendicolarmente a quello della ruota corona.
Ruota delle ore: è posta tra la platina inferiore e la mostra, muove le lancette.
Ruota d’incontro: vedi caterina.

S

Scappamento: è il meccanismo che ha la funzione di trasformare il moto continuo in intermittente, e di trasmettere al regolatore, tramite un’azione costante, tanta energia quanta ne perde il regolatore durante le oscillazioni, in modo da tenerlo sempre in azione. Ne esistono vari tipi. Quasi sempre trasformano un moto continuo in alternato. Se modifica il senso del moto lo si definisce a due piani (l‘albero della ruota di scappamento è perpendicolare rispetto agli alberi del treno). A un piano, quando tutti gli alberi sono paralleli, detti anche orizzontali. Ha questo nome perché permette ai denti della ruota corona di uscire uno alla volta, consentendole così, ogni volta, di fare solo una frazione del giro
Scappamento a caterine gemelle: probabilmente risale al 1300. Illustrato da Leonardo da Vinci, consiste in 2 ruote gemelle e coassiali, a denti radiali e sfalsati tra loro che impartiscono alternativamente gli impulsi a una paletta a semicerchio posta sull’albero del bilanciere a barra. Per la forma elementare dei denti e della paletta, è del tipo a rinculo ed è di semplice costruzione.
Scappamento a verga: il suo inventore è ignoto. Era già in uso nel XIV secolo e perdurò ad essere utilizzata per altri 500 anni. È costituito da una ruota, detta caterina, con particolari caratteristiche, che ingrana su due palette della verga, che è l’albero al quale è fissato il bilanciere. Nelle antiche realizzazioni, con treno di due o tre ruote a sviluppo verticale, non vi era la ruota corona, necessaria nei treni a sviluppo orizzontale e in quelli governati dal pendolo.
Serpentina: vedi molla motrice.
Serpivina: vedi molla motrice.
Spirale: è la componente del meccanismo che consente il movimento isocrono delle oscillazioni del bilanciere.

Fonte: B. Hutchinson, Orologi antichi, Milano, 1982, pag. 56

Stackfreed

Stackfreed è un semplice meccanismo a camme caricato a molla utilizzato in alcuni dei primi antichi orologi a molla

Stackfreed: Congegno presente quasi esclusivamente negli orologi tedeschi. È costituito da un eccentrico a forma di chiocciola, solidale con una ruota d’arresto, che ingrana con il pignone dell’albero della molla motrice, ed anche di una molla di flessione arcuata, un’estremità della quale termina con un rullo che fa pressione sulla chiocciola. Ha la funzione di rendere costante lo sforzo della molla, sostituisce il conoide. La pressione
del rullo si riduce proporzionalmente al raggio della chiocciola, alla fine penetrando nella concavità di questa favorisce lo sforzo della molla motrice. Questo termine forse deriva dal tedesco starke feder (molla forte).
Suoneria: le prime indicazioni di questo meccanismo risalgono circa al 1330, da Richard of Wallingford, la distinzione delle ore è in 24. Il sistema a partitora fu inventato intorno alla metà del XIV sec. Ma non risulta presente nella torre del S. Gottardo a Milano nel 1335. L’invenzione della partitoria sussidiaria e dei quarti venne dopo breve tempo.
Svegliarino: vedi svegliatore.
Svegliatore: apparecchi di uso spesso monastico, che indicano il passare delle ore con una suoneria. Quelli meccanici non sono anteriori al XV sec. È costituito da un rullo al quale viene applicata una ruota dentata. Sul rullo viene avvolta una fune a cui viene applicato un peso, una croce con applicati due pesi alle estremità, serve da bilanciere.

 

T

Treno: consiste in una successione di ruote dentate e pignoni che trasmette la forza motrice. Fondamentalmente è il treno del tempo che aziona lo scappamento ed il regolatore. Varia in base al tipo di orologio. Hanno tra le due e le sei ruote. I più antichi sono i treni a sviluppo verticale, dal XV secolo compaiono anche quelli a sviluppo orizzontale.

V

Verga: asta dotata di sue palette a bandiera, che ingranano alternativamente con la ruota caterina dello scappamento. Il termine molto probabilmente è di derivazione latina.

 



ultima modifica: 2017-12-18T23:32:17+00:00

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