Come lettere moltiplicative si usano quelle dei simboli dei multipli
e sottomultipli.
Ecco alcuni esempi di lettura dei valori scritti con questa tecnica.
1 ) Si supponga di trovare scritto 5k6 10%
La lettera "k" stà per kilo, ed essendo tra le due cifre indica
una virgola. Il valore finale quindi è 5,6 kohm 10%.
2 ) Si supponga di trovare scritto M33 5%
La lettera "M" stà per Mega, ed essendo prima delle due cifre
indica una virgola. Il valore finale quindi è 0,33 Mohm 5%.
3 ) Si supponga di trovare scritto 82R 10%
La lettera "R" stà per Ohm, ed essendo dopo le due cifre è solo
moltiplicativa. Il valore finale quindi è 82 Ohm 10%.
Un altro tipo di
resistenze sono quelle variabili, il valore resistivo di questi
componenti è variabile esternamente mediante azione diretta delle
persone, ma può anche essere legato ad una grandezza fisica diversa
da quelle elettriche. Questo tipo di resistenze si divide ancora in
molte specie diverse, ma ci limiteremo ad analizzare solo le più
comuni.
Le resistenze variabili più conosciute ed utilizzate sono
certamente i potenziometri ed i trimmer, questi due
componenti (vedi fig. 2.3.a e 2.3.b), hanno la caratteristica di
avere tre terminali, di cui due sono collegati ai capi della
resistenza fissa, il terzo denominato cursore può assumere
tutti i valori da 0 al valore massimo della resistenza fissa.
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Fig. 2.3.a (trimmer tipici) |
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Fig. 2.3.b (potenziometri tipici)
Il cursore scorre in modo rotativo o lineare direttamente sulla
resistenza, (che può essere a filo, oppure a strato di carbonio),
pertanto volendo realizzare una resistenza variabile si dovranno
utilizzare un terminale fisso ed il cursore (fig. 2.4).

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Fig. 2.4.a simbolo di resistenza variabile trimmer -
potenziometri |
Fig. 2.4.b schema di inserzione |
Questo tipo di resistenze variabili possono avere valori che variano
dalle centinaia di Ohm ad alcuni Mohm, e la loro potenza può
raggiungere anche 1 W.
Un altro tipo di resistenze variabili sono
le fotoresistenze (fig. 2.5), esse hanno la capacità di variare la
loro resistenza in funzione della quantità di luce che le colpisce.
La resistenza genericamente diminuisce con l' aumentare dell'
illuminazione, e il campo di valori va da alcuni Ohm fino a valori
prossimi all' infinito. Genericamente la variazione dalla piena luce
all' assenza di luce produce una variazione di R da 0 a 20 kohm.
Questo non è l' unico tipo di resistenze variabili da grandezze
fisiche esterne, un altro tipo molto comune sono i termistori
ed i varistori. I termistori sono resistenze variabili col
variare della temperatura, essi si dividono ancora in P.T.C.
(Positive temperature coefficiente) ed N.T.C. (Negative
temperature coefficiente) a seconda che il segno del coefficiente di
temperatura sia positivo o negativo. Il campo di impiego è molto
ampio, come è molto ampia la gamma di valori reperibili in
commercio. I varistori o anche V.D.R. (Voltage dependent resistor)
sono anche resistenze variabili, ma la variazione di resistenza
dipende direttamente dalla tensione applicata ai loro capi, il loro
impiego è particolarmente evidenziato nei circuiti di protezione da
sovratensioni, essi si classificano secondo la loro tensione di
intervento e mai secondo la loro resistenza.
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