Crea un'immagine di backup di Windows




Quante volte avete cercato di evitare il momento della formattazione del disco fisso con la scusa di non avere tempo o per timore di dover affrontare una procedura troppo impegnativa?

Non avete tutti i torti: salvare i dati, ripristinare il sistema operativo, reinstallare tutti i programmi e i driver dell’hardware sono operazioni che richiedono molti sforzi, una certa confidenza con l’informatica e… un paio di ore di tempo libero, sempre che tutto proceda senza intoppi.

Fortunatamente “il formattone” non è l’unico sistema per dare nuova vita a un’installazione di Windows ormai compromessa da mesi di utilizzo selvaggio.

C’è una parola magica che può liberarvi dall’incubo del ripristino totale del sistema ed è… “immagine del disco”.



Copia esatta del computer


Con “immagine del disco fisso”, intendiamo una forma di backup che consiste nella copia identica, bit per bit, del supporto di memoria, inclusi i documenti personali dell’utente e tutti i dati meno visibili necessari per il funzionamento del computer.

La parola “immagine” è la più appropriata per questo tipo di backup, poiché si tratta di una fotografia, un’istantanea dell’hard disk in un momento particolare della sua “vita digitale”. L’immagine, una volta creata, può essere memorizzata su CD (o altro supporto, come vedremo successivamente) e, quando necessario, può essere copiata all’interno del disco fisso per riportarlo alla condizione passata.

Il caso classico in cui questa forma di backup esprime al massimo la sua praticità è proprio quello cui accennavamo nelle prime righe dell’articolo: non pensate sarebbe davvero comodo avere l’immagine del vostro disco fisso con Windows, configurazioni hardware, programmi preferiti e aggiornamenti, pronta da sovrascrivere sui vecchi dati per rigenerare il PC?

In questo modo si evitano tutte le complicazioni relative alla formattazione e anche le persone meno esperte possono riportare l’ordine nel computer senza dover chiamare un tecnico o il famoso “amico che ne sa di informatica”.



Serve il software


Norton Ghost programma che consente la creazione di immagini del disco rigido

Tutto questo è molto semplice a parole e, in buona parte, anche nei fatti, in quanto esistono dei software specifici che hanno come unico compito quello di creare le immagini del disco fisso. I più celebri sono Clonezilla e Acronis True Image.

I più esperti si saranno accorti che non citiamo Powerquest Drive Image, il software che in passato abbiamo valutato come il migliore della categoria.

Il motivo è molto semplice: nell’aprile 2004 Symantec ha acquistato PowerQuest e ora il prodotto Norton Ghost è una versione aggiornata di Drive Image e si rivolge agli utenti di Windows.

Questo articolo presenta come software di riferimento Ghost, ma se possedete il vecchio Drive Image sappiate che il funzionamento del programma è pressoché identico.



Non è una passeggiata


Creare un’immagine è una procedura tutto sommato semplice, tuttavia è necessario avere chiari alcuni concetti.

Si tratta di un backup profondo che interagisce a basso livello con l’hardware.

La creazione di una copia 1:1 del disco richiede un grande sforzo da parte del computer e molto spazio per archiviare il salvataggio. Per questo motivo creare l’immagine è una procedura da fare una tantum ed è sconsigliata per il normale backup quotidiano dei dati. È decisamente dispendiosa in termini di tempo e richiede comunque un “piano di azione”.

In altre parole, la creazione di un’immagine non si può improvvisare, bisogna invece pianificare una strategia costituita dai successivi passaggi che qui riassumiamo.

Salvare i dati: giunta l’ora della formattazione, la prima cosa da fare è quella di salvare tutti i dati personali su CD (documenti di lavoro, salvataggi dei videogiochi, cartelle della posta elettronica, archivio musicale e video, fotografie…).

Reinstallare il sistema operativo: messi in salvo i dati bisognerà procedere all’installazione del sistema, procedura che comprende la formattazione e quindi la cancellazione di tutti i dati.

Reinstallare i driver per l’hardware: terminata l’installazione bisogna procedere all’aggiornamento di tutti i driver delle periferiche del PC. Schede grafiche, audio, stampanti, modem, scanner, e quanto altro di solito è collegato al PC.

Reinstallare il software: è poi il turno del software, da quello per la connessione, ai programmi utilizzati quotidianamente, ai fondamentali aggiornamenti del sistema operativo. Bisogna reinstallare tutto per creare un PC con gli attrezzi del mestiere che ciascuno ritiene necessari, in questo caso anche il software per creare l’immagine del disco fisso.

Creare l’immagine: solo a questo punto è il caso di partire con il backup dell’immagine. Il PC è pulito, carrozzato con tutto il “necessaire” informatico. Una volta creata, l’immagine può essere messa in un cassetto e dimenticata, fino a quando non si creeranno le condizioni per utilizzarla.

Ripristinare i documenti: dopo la creazione dell’immagine si possono copiare nel disco tutti i dati personali per i quali consigliamo sempre di effettuare un backup periodico tramite gli strumenti che il sistema operativo mette a disposizione, o con semplici masterizzazioni su CD.

Il motivo per cui non è necessario includere questi dati nell’immagine del disco è duplice: non ha senso fissare nell’immagine dei dati destinati a cambiare nel tempo (per esempio gli archivi della posta elettronica o un database di lavoro).

È inoltre sconsigliabile archiviare nell’immagine dati come musica o filmati, in quanto farebbero lievitare lo spazio richiesto per ospitare il clone del disco.





backup ripristino pc


Serve spazio


Lo spazio necessario per ospitare l’immagine e di conseguenza il supporto su cui memorizzarla, è uno dei punti nodali che è bene chiarire. Ormai un’installazione di Windows completa di tutti gli aggiornamenti e di qualche software non occupa meno di 3 o 4 Gigabyte e l’ingombro medio sarà sicuramente superiore.

Dove salvare il clone del disco?

La scelta in questo caso deve essere dettata da due regole: una tecnica, l’altra pratica.

Dal punto di vista tecnico bisogna scartare subito la possibilità di conservare il backup all’interno della stessa unità o partizione di cui si sta facendo l’immagine.

Per esempio se volete fare l’immagine di “C:” non potete salvarla in “C:”.

Questo perché il ripristino del backup è un’operazione prima di tutto distruttiva che implica la cancellazione di qualsiasi dato dall’unità.

Da qui la necessità del software di poter prelevare l’immagine da qualsiasi altro supporto, unità o disco che non sia quello su cui dovrà operare. A questo punto la scelta del luogo che ospiterà l’immagine nell’attesa di essere utilizzata spetta solo all’utente, che deve decidere in base ai mezzi che ha a disposizione e alle dimensioni complessive del file di backup.

Norton Ghost supporta la creazione e il ripristino delle immagini da svariate tipologie di supporti di backup, come il disco fisso stesso, CD o DVD, unità esterne, cartelle condivise da computer collegati in rete. La scelta implica dei vantaggi e delle conseguenze da valutare a seconda delle esigenze: vi aiutiamo a prenderla nel riquadro “Dove salvo l’immagine” di questa pagina. L’importante è che, oltre a fare i conti con il portafoglio e con le reali necessità, teniate anche in considerazione la compatibilità del supporto con il software. Infatti non è scontato che tutto l’hardware (in particolare i masterizzatori CD e DVD) del vostro computer sia compatibile con le funzionalità di Ghost.

Vi consigliamo di scaricare la versione trial di Ghost prima di avventurarvi nell’acquisto di un software che potrebbe rivelarsi non adatto alle vostre esigenze.

Infine non può mancare una nota per chi ha installato la Service Pack 2 di Windows, sussistono dei conflitti che possono essere risolti consultando il sito Web di Symantec.


Sito ufficiale Norton Ghost

Il sistema operativo


Finora, nel descrivere le potenzialità dei backup tramite immagine, non siamo scesi nei dettagli per quanto riguarda l’utilizzo pratico che approfondiremo in queste pagine con i nostri passo a passo.

Nei fatti, gli utenti di Windows sono destinati a incontrare meno difficoltà nel creare le immagini rispetto agli utenti del vecchio Windows XP.

Questo perché Ghost e il suo predecessore Drive Image sono in grado di creare indisturbati il clone del disco mentre l’utente sta facendo funzionare altri programmi. Una volta, e comunque in ambiente Windows, Ghost e Drive Image richiedevano di interrompere qualsiasi lavoro in corso e procedevano con la creazione dell’immagine.

Questo era, ed è tuttora, un grande ostacolo per chi non è familiare con il vecchio sistema a interfaccia testuale, e rende più arcano e meno trasparente il procedimento.

Chi possiede le versioni aggiornate di Windows 7 o superiore, invece, procede su una corsia preferenziale, visto che non deve far altro che avviare il backup, continuare a lavorare (o giocare) con gli altri programmi e attendere il termine delle operazioni: al costo di un modesto calo nelle prestazioni del computer, l’utente non solo non è più obbligato a smettere di usare il PC, ma interagisce direttamente con l’interfaccia di Windows. In entrambi i casi, invece, la procedura di ripristino avviene al di fuori di Windows, come accade l’installazione del sistema operativo.

La faccio?

Non la faccio?

Con così tanta carne al fuoco vi domanderete se val la pena intraprendere il percorso del backup “1:1” del disco fisso.

Se siete inesperti non è il caso di farlo: nonostante la semplicità di Norton Ghost, non sono richieste delle capacità e delle conoscenze che, in caso di intoppi, diventano fondamentali (necessità di riavviare in modalità provvisoria, impostare nel BIOS il boot da CD).

Se avete più esperienza e ormai siete stufi di formattazioni e reinstallazioni che non finiscono mai, l’immagine del disco fisso è una soluzione a tanti problemi.

E se siete indecisi… ora avete uno strumento in più per capire cosa fare!








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