Come codificare un DivX per risparmiare spazio

Un codificatore MPEG 4 riesce ad arrivare a elevatissimi livelli di compressione perché sfrutta varie strategie di codifica per risparmiare spazio.codifica codec divx

All’interno di ogni fotogramma vengono usate tecniche simili a quelle impiegate per comprimere le immagini in formato JPEG: il fotogramma viene analizzato e i dettagli meno visibili vengono eliminati attraverso procedimenti matematici; ciò che resta viene codificato. Ma la fase più importante è la codifica cosiddetta “interframe”, ovvero fra più fotogrammi.

L’idea di base è che due fotogrammi consecutivi saranno in genere molto simili fra loro, con solo alcune parti leggermente cambiate; quindi, invece di ricodificare tutto il fotogramma, basta codificare ciò che è cambiato.



Come funziona un codificatore MPG4

Inoltre, visto che i cambiamenti riguarderanno probabilmente parti già presenti che si sono leggermente spostate, sarà possibile codificare soltanto lo spostamento avvenuto, utilizzando, quindi, ancora meno dati per registrare i cambiamenti. In un file DivX, troveremo quindi solo alcuni fotogrammi (detti intra-frame o “chiave”) completamente codificati, mentre i successivi conterranno solo le differenze dal precedente, fino a che verrà inserito un altro fotogramma chiave.

Naturalmente, nel processo di codifica si perderà qualcosa, ma se il codec è stato impostato correttamente, i risultati saranno ottimi. Il fatto è che il codec permette di intervenire su vari parametri, ed è possibile quindi renderlo, per esempio, più attento al movimento nelle scene d’azione o più preciso nelle scene statiche, ma ovviamente a discapito della compressione.

In pratica, il punto critico nella fase di codifica dei DivX sta nell’individuare i parametri ottimali per ogni singolo film, dove per ottimali intendiamo i parametri che consentano di ottenere la migliore qualità per un dato bit rate, cioè per una data dimensione finale del file.

Codificare in hardware

La scheda dei Parametri Generali porta a una serie di valori che, per i video DV, non vanno in genere toccati; ci riferiamo in particolare al taglio di bande nere e ai filtri psicovisuali. Ricordatevi invece di selezionare il corretto valore per “Interlacciamento sorgente”, come spiegato nel testo Glossario.

Il processo di codifica di un file video verso il formato DivX è sicuramente alla portata della maggior parte dei PC, ma se il video di partenza è, per esempio, contenuto in una vecchia cassetta VHS, l’intero procedimento diventa piuttosto lungo: bisogna prima acquisire il video (in tempo reale), poi procedere alla codifica DivX perdendo altro tempo.

Una risposta per chi ha fretta arriva da Plextor, che fornisce un codificatore hardware.

Si collega al PC tramite interfaccia USB ed è in grado di acquisire da fonti video analogiche sia videocomposite sia S-Video, producendo direttamente un flusso dati in formato DivX, oppure a scelta MPEG4, 2 o 1.

L’apparecchio è fornito con un ricco corredo software che consente sia la gestione dei parametri di acquisizione, sia l’eventuale codifica in altri formati via software, sia infine l’elaborazione del video acquisito e la sua registrazione su CD e DVD.



Come codificare un file su computer Mac

Anche chi ha un Mac dispone oggi di tutti gli strumenti necessari per creare file DivX. Merito soprattutto del cuore Unix del sistema operativo Mac Os X, che ha permesso a decine di sviluppatori di portare rapidamente sul Mac i principali strumenti “Open Source” disponibili.

Questi strumenti sono stati dotati di un’interfaccia utente in stile Apple (ovvero, comprensibile…) e spesso sono stati raggruppati in utility multifunzionali. Inoltre, sono disponibili i codec DivX  e altri come il 3ivx e l’Xvid, oltre al codec MPEG4 ufficiale fornito da Apple insieme a QuickTime – l’architettura di gestione per i file multimediali, disponibile anche per PC.

Il codec Apple è uno dei più veloci in circolazione, ma dal punto i vista della qualità della codifica è un passo indietro rispetto al DivX, per cui se volete un ottimo risultato e non avete fretta è meglio che usiate quest’ultimo, meglio se nella versione Pro.



In compenso, il codec Apple è fra i più completi come capacità di supportare le funzioni sofisticate di MPEG4.

Se volete creare un file DivX come copia di sicurezza di un DVD, dovrete prima di tutto estrarre i contenuti del DVD usando una utility come Mac- TheRipper, Yade o DVDBackup, selezionando l’estrazione del titolo principale e specificando di creare un unico file VOB; poi, si potrà utilizzare uno dei programmi per la transcodifica per generare il DivX vero e proprio.

Se avete già installato i codec, potrete usare per esempio ffmpegx, d-Vision, Dvdibbler, o HandBrake che accettano in ingresso svariati formati e consentono quindi la codifica verso MPEG4 o DivX, oltre che dei DVD, anche dei vostri video magari appena montati con iMovie. Se invece il vostro obiettivo è proprio di convertire in DivX un video DV, potete farlo sia dall’interno di iMovie, tramite la funzione Esporta, sia utilizzando QuickTime Player Pro, sempre tramite Esporta Filmato.

I parametri sono praticamente gli stessi disponibili nella versione per PC. Naturalmente, dovete prima ricordarvi di installare il codec.

Glossario della codifica video

Bit rate: Quantità di bit al secondo. Indica la consistenza del flusso di informazioni che viene scritto o letto dal codec. Obiettivo dei codec MPEG4 è di ottenere immagini di buona qualità usando bit rate bassi, che consentono di trasmettere video su reti non velocissime o di memorizzare lunghi video su supporti economici come i CD-ROM.

Campionamento: Attività grazie alla quale si converte un segnale analogico (per esempio musica) in un flusso di dati digitali. I suoi parametri fondamentali sono la frequenza (numero di campionamenti al secondo, espressa in Hertz) e la profondità (numero di bit utilizzati, per esempio 16 per l’audio amatoriale, 24 per quello professionale).

Codec: Abbreviazione di Codificatore/Decodificatore, è un software capace di codificare un flusso dati in ingresso secondo le specifiche di un determinato standard, o viceversa di prendere un flusso dati già codificato e mandarlo decodificato al sistema per ulteriori trattamenti o visualizzazione.



Kbps: Kilobit per secondo, unità di misura del bit-rate. Indica quanti bit servono a codificare un secondo di filmato.

Qpel: Abbreviazione di codifica “Quarter Pixel”, utilizzata nel profilo avanzato di MPEG4. Consente di analizzare più in dettaglio il moto degli oggetti sul video, in modo da codificare lo spostamento di un oggetto al posto di ricodificare l’intero oggetto, e questo anche con movimenti molto piccoli – di norma si usa il mezzo pixel, meno preciso ma anche meno dispendioso in termini di CPU.
Programmi per scaricare la musica e video di YouTube



Pubblicato: 2017-01-17T17:28:39+00:00

Potrebbero interessarti anche...