Codec per vedere film e video su Windows

Il PC mostra filmati saltellanti con audio balbettante? O riproduce una colonna sonora perfetta ma al posto dell’immagine c’è un desolante “buco nero”? Ecco cosa fare per risolvere il problema.

Fra le mille mansioni svolte dal PC nelle nostre case, quella di centro di intrattenimento una delle più comuni è la riproduzione di video in particolare occupa le nostre macchine quasi quotidianamente, grazie al numero e alla qualità dei contenuti reperibili in rete o su dischi ottici.

Alzi la mano chi non ha mai passato un pomeriggio a saltellare fra i clip di YouTube, o rivedendo vecchi film ormai introvabili se non nei circuiti del “peer to peer”, o gustandosi il film in alta definizione appena acquistato nel negozio sotto casa. Purtroppo, non sempre va tutto liscio: la riproduzione video infatti è un compito piuttosto impegnativo per il computer, in quanto sollecita l’intera macchina: basta un componente, hardware o software, inadeguato per ritrovarsi con un PC incapace di riprodurre correttamente tutti i materiali desiderati.



codec per vedere film e video su Windows

Il vero guaio, però, è che quando il PC ha un problema nella riproduzione del video, è piuttosto difficile capirne la ragione, proprio perché ogni componente può influire su questa funzionalità. Tuttavia, affrontando la cosa con metodo si può cercare almeno di circoscrivere l’ambito della ricerca, e si hanno buone probabilità di isolare la causa del problema. Sia esso la mancanza completa di immagine, la riproduzione a scatti, o l’audio fuori sincrono.

Disturbi durante la riproduzione del video

Se un computer che ha sempre riprodotto il video correttamente, inizia improvvisamente ad avere problemi nella riproduzione, ha quasi sicuramente un problema software. E anche se un computer viene usato per la prima volta per riprodurre video, e non riesce a mostrare nulla sul video, quasi sicuramente il problema è software: molto probabilmente, mancano sulla macchina i “codec”, ovvero quelle librerie software che si occupano di tradurre i dati del file video in un formato riproducibile dalla scheda video.

Video codec: trovare il giusto codec per il proprio video

Serve un codec per ogni formato video che intendete riprodurre, ma alcuni formati vengono letti nativamente dai programmi di riproduzione.

Per esempio, Windows Media Player “conosce” già i formati di file proprietari di Microsoft.

Se invece volete riprodurre file registrati per esempio in MPEG 4 (DivX e simili), o scaricate il codec necessario, o ricorrete a un player che disponga già del codec giusto anche se con i  nuovi aggiornamenti del programma i codec sono già installati.

Se invece avete già caricato sul computer il programma per la riproduzione dei video e i relativi codec, e tuttavia la riproduzione non è perfetta al 100%, la macchina potrebbe avere sia problemi software, sia problemi hardware. In particolare, se il computer ha più di qualche anno sulle spalle, l’hardware semplicemente potrebbe essere non sufficientemente veloce e potente per eseguire la riproduzione.

Come potete leggere nell’articolo “Occupazione o compressione”, un computer datato che riproduca con difficoltà un video (per esempio a scatti, oppure con l’audio che piano piano va fuori sincrono) potrebbe avere due distinti tipi di problemi hardware. Il primo potrebbe essere una velocità di trasferimento troppo bassa dalla memoria di massa.



Questo difficilmente si verifica con i dischi ottici in perfetto stato (CD o DVD), mentre può succedere nel caso il video venga letto da un disco fisso.

Soprattutto se il PC ha un solo disco, utilizzato sia per il sistema operativo sia per i dati.

Un indicatore abbastanza sicuro di un problema di velocità dell’hard disk è che, mentre si riproduce il video, il LED che segnala l’attività del disco è costantemente acceso, invece che lampeggiante. Prima di correre a sostituire il disco, è una buona idea provare a deframmentarlo: un file video i cui settori sono registrati in modo semicasuale sulla superficie del disco non è certo facile da riprodurre.



Un’altra cosa da fare è verificare che il disco non sia pressoché pieno.

La maggior parte dei dischi peggiora sensibilmente le sue prestazioni quando l’occupazione si avvicina al 100%, e quindi liberare un po’ di spazio a volte aiuta, soprattutto se mentre si riproduce video il disco è chiamato a fare anche altre cose.

La cosa migliore da fare, comunque, è aggiungere al PC un secondo disco fisso, da destinare ai dati – e in particolare ai video. Per fare ciò, potrebbe essere necessario aggiungere un’interfaccia Serial ATA, utilizzata dalla maggior parte dei dischi oggi in commercio ma assente sulle schede madri prodotte anche solo pochi anni fa.

Un’alternativa è utilizzare un disco esterno USB 2.0.

Attenzione però al collegamento: meglio connettere il disco esterno direttamente a una presa USB del PC, senza interporre hub. Infatti, un hub serve a condividere la banda a disposizione su una porta USB fra più periferiche, e quindi può succedere che l’attività di un’altra periferica disturbi l’operato del disco.

Addirittura, alcuni hub economici abbassano automaticamente la velocità di tutte le porte se a una sola di esse viene collegata una periferica lenta. Così, un mouse potrebbe far rallentare di colpo il trasferimento dati dal disco.

Una volta risolti i problemi dovuti al disco, se ancora il video tende a saltellare è il momento di controllare se il problema non sia la CPU.



Il modo più veloce per verificare l’occupazione di CPU è di far partire la riproduzione del video, quindi attivare il “Avvia Gestione delle attività” il Task Manager di Windows, premendo contemporaneamente i tasti Ctrl- Alt-Canc.

Nell’ultima riga in basso della finestra del Task Manager la voce “Utilizzo CPU” ci dirà quanto è impegnato il processore. Un valore prossimo al 100% indica chiaramente un sovraccarico del chip. Se il valore varia ogni pochi secondi, con picchi improvvisi di pieno carico, è possibile che chiudendo altre applicazioni la situazione si normalizzi.

A volte, si scopre che ci sono in esecuzione applicazioni o processi che consumano molti cicli di CPU e sono inutili o comunque usati a sproposito (esempio: sfondi dello schermo animati, scansioni del disco per l’indicizzazione dei file). Se invece il consumo è al 100% anche se l’unica applicazione in azione è il riproduttore video, forse vi serve un nuovo processore.

L’alternativa è tradurre il filmato che risulta troppo pesante in un formato che sia riproducibile dal processore attuale della macchina. In pratica, si tratta di ricodificare il video, operazione che richiede parecchio tempo, ma può essere eseguita a costo zero grazie a programmi disponibili gratuitamente sulla Rete.

Come Avere Tutti I Codec Video

Potrete scegliere di ridurre la qualità del filmato, di utilizzare un codec che necessiti di minor capacità di calcolo, o di usare un formato la cui decodifica sia assistita dalla scheda video (questo naturalmente solo se avete una scheda video di recente generazione), come l’MPEG 2 o l’MPEG 4.

Il procedimento da seguire è descritto in altri articoli del nostro sito che correda questo articolo. Un’altra possibilità, praticabile nel caso il PC venga adibito esclusivamente all’utilizzo come riproduttore multimediale, è di trasformarlo in una macchina dedicata utilizzando come sistema operativo una distribuzione di Linux.

Questo sistema operativo ha un consumo di risorse più basso di Windows, e quindi è più adatto a riprodurre video su PC dotati di bassa potenza di calcolo. Potrebbe esserti utile leggere articolo Come codificare un divx

Prima funzionava…

A volte succede che un computer che fino al giorno prima riproduceva perfettamente ogni tipo di video, a un certo punto cominci ad avere problemi.

In questo caso, la causa è quasi sicuramente legata al software.

Una volta esclusi i problemi “base” di cui abbiamo parlato più sopra (tipo il disco estremamente frammentato o troppo pieno, o l’arrivo di qualche applicazione/processo che consuma i cicli di CPU in modo eccessivo), si finisce per individuare il “colpevole” del problema nel sistema dei codec.

In particolare, è probabile che al PC sia stato aggiunto un codec malformato. Per chiarire cosa questo significa, bisogna capire come Windows gestisce l’architettura dei codec. Per un determinato formato di file video, è possibile che sul computer ci siano due o più codec in grado di leggerlo.

Software e codec per vedere film e video su Windows

Se Windows rileva questa condizione, automaticamente entra in azione un componente della libreria WIC (Windows Imaging Component) che caso per caso verifica quale sia il codec migliore da utilizzare.

Purtroppo, il metodo usato da Windows per decidere è basato sulle dichiarazioni di compatibilità e funzionalità che il codec stesso “comunica” attraverso le chiavi di registro che aggiunge o modifica al sistema.

Di fatto, Windows si fida di quanto il codec dice di saper fare. Ma non sempre le dichiarazioni scritte nei registri corrispondono a funzionalità effettivamente presenti nel software.

Soprattutto nel caso di codec gratuiti, open source o in versione “beta”, capita che il codice dichiari al sistema di saper leggere determinati formati mentre all’atto pratico il codec è incompleto, e la lettura non avviene, o avviene in forma parziale. Questo è un caso abbastanza frequente, per esempio, fra coloro che installano i cosiddetti “codec pack”, ovvero pacchetti preconfezionati di codec.

Giusto per fare un nome, è ancora diffuso in rete il “K-Lite Codec Pack”, una collezione che comprende numerosi codec malformati, che se installata integralmente e senza adottare precauzioni può pregiudicare l’intero sistema di riproduzione audiovideo del PC.

Download codec video

Se i vostri problemi sono cominciati con l’installazione di Nimo Codec Pack, lanciando nuovamente l’Installer potete disinstallare i suoi codec.

Una volta ripulito il sistema, potrete scegliere di installare un altro gruppo di codec (per esempio K-lite, lo trovate sul sito freecodecs.com) oppure un programma che contenga al suo interno i codec necessari, come VLC (che è gratuito e si può scaricare dal sito videolan.org).

Se decidete per l’installazione della libreria di codici, installando K-lite avrete a disposizione anche Gspot, un’utility in grado di verificare quali codec sono necessari per riprodurre un determinato file, e anche di darvi utili informazioni sui codec installati sul vostro sistema.

Certo, anche Windows Media Player vi informa in caso di codec mancante, e quando possibile cerca di scaricarlo da Internet. Tuttavia, Gspot non si limita a individuare il nome del codec, ma accerta il formato del file e lo confronta con la propria libreria (costantemente aggiornata) alla ricerca del codec migliore. In questo modo, si annulla il rischio che un trojan si introduca nel PC, attraverso il trucco di distribuire via Internet o e-mail un filmato di cui occorre scaricare il codec – il quale in realtà sarà il trojan vero e proprio.

 



Pubblicato: 2017-04-09T19:05:40+00:00

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