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Lezione 13
Introduzione
La parola alimentatore indica
un dispositivo generico che è in grado di convertire una corrente
alternata in corrente continua. Esistono diversi tipi di
alimentatori, e possono essere classificatici secondo lo specchietto
sottostante.
STABILIZZATI
FILTRATI
LINEARI
VARIABILI
NON FILTRATI
In commercio si trovano praticamente tutti, e la scelta va fatta in
funzione dell' applicazione. Gli alimentatori lineari sono senza
dubbio i più semplici da realizzare, e se ben dimensionati sono
anche migliori degli switching (il paragone è possibile solo per
quelli a tensione costante "stabilizzati"). Gli alimentatori
switching la fanno da padroni nelle applicazioni in cui si
richiedano grandi correnti, o tensioni variabili (in verità lo
switching non ha un ampio campo di variazione, ma se opportunamente
dimensionato, il suo rendimento è migliore). Come si nota da questo
confronto (relativamente semplificato) si nota che il tipo di
alimentatore va scelto in base all' uso che se ne vuole fare, e non
esiste mai un unico modello che và sempre bene.
Lezione 14
Raddrizzatore a semionda filtrato
In molte occasioni si trova questo tipo di alimentatore, (che
risulta molto economico e abbastanza buono), esso si compone di un
trasformatore, un diodo (raddrizzatore), un condensatore
elettrolitico (filtro), ed il carico (fig. 14.1.a).
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Fig. 14.1.a |

Fig. 14.1.b
Come gia descritto alla
Lezione 10
questo circuito serve a raddrizzare la corrente da alternata a
continua, ma la tensione ottenuta in uscita ha valore e andamento
"non molto continuo", difatti benchè in uscita siano presenti solo
semionde positive, esse sono pulsanti. Con l' aggiunta di un
filtro (condensatore) si migliora l' andamento della tensione
in uscita rendendola quasi costante e quindi continua (fig. 14.1.b
linea blu). Quando il diodo è polarizzato direttamente, la
corrente lo attraversa e carica il condensatore (C) alla tensione
massima della semionda. Raggiunto il valore massimo la tensione V1
incomincia a diminuire, e il condensatore che è a potenziale
maggiore della V1 polarizza inversamente il diodo (dando alla
corrente I1 l' andamento riportato sul grafico). Il condensatore si
scarica lentamente fornendo così al carico una tensione quasi
costante. Ovviamente più è grosso il condensatore (capacità
elevata), più costante è la tensione sul carico.
L' andamento di I1 è tale per cui al carico arrivi una corrente
costante, pertanto è abbastanza evidente che se il tempo di
conduzione di D e molto limitato, allora il picco di I1 è molto
elevato e quindi va tenuto sotto controllo, e vanno utilizzati diodi
in grado di sopportarlo. Questo valore di corrente si determina con
la seguente formula.
--------
Ifdm = 2 ¶ I2 \ / 2 f RC [A]
\/
Invece il
valore medio di corrente nel diodo è uguale a I2.
Il valore di capacità da inserire nel circuito. lo si può
determinare con la seguente relazione.
1
C = ------------------ [F]
---
2 \ / 3 f r RC
\/
C = capacità in Farad
f = frequenza di rete in Hertz
r = fattore di ondulazione (ripple)
RC = resistenza di carico in Ohm
Nella
formula è compare il fattore di
ondulazione "ripple", esso esprime di quanto varia la
tensione in uscita in funzione del valore medio, e si determina col
rapporto r = VR/V0, dove V0 stà per il valore medio, e VR
rappresenta l' ondulazione (fig. 14.1.b).
introduzione o prosegui
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